Questo viaggio è nato quasi per caso. Da una parte c’era il desiderio della nostra bimba di 5 anni di visitare Disneyland Paris, dall’altra la necessità di rispettare il budget che ci eravamo prefissati. Così, ci siamo ritrovati a organizzare questa nuova avventura.
A dire la verità, questa destinazione non era tra quelle che sognavamo da tempo. Le opinioni contrastanti lette online ci avevano lasciato qualche dubbio, ma alla fine ci siamo detti: “Parigi è sempre una città meravigliosa da rivedere, faremo felice la piccola e ne approfitteremo per scoprire altri luoghi.” Così siamo partiti in quattro.
Undici giorni, oltre 2.000 chilometri percorsi interamente on the road. Il nostro viaggio si è svolto dal 12 al 22 agosto. Siamo partiti da Pisa e siamo atterrati all’aeroporto di Beauvais, dove abbiamo ritirato l’auto a noleggio per iniziare il nostro itinerario attraverso la Francia.
Non è stato un viaggio rilassante nel senso tradizionale del termine: le giornate iniziavano presto e si concludevano spesso a tarda sera. Abbiamo camminato tantissimo, percorso centinaia di chilometri in auto e cambiato alloggio quasi ogni giorno. È stato un viaggio intenso, ma ci ha regalato paesaggi meravigliosi, città affascinanti e un’infinità di emozioni che porteremo a lungo con noi.
In questo articolo non troverete soltanto il nostro itinerario, ma anche tutti i consigli che avremmo voluto ricevere prima di partire: dove parcheggiare, quali attrazioni prenotare, come organizzare gli spostamenti, dove abbiamo dormito e quali luoghi ci hanno davvero lasciato senza parole. Se state pensando di organizzare un viaggio simile, speriamo che la nostra esperienza possa esservi utile.
Quanto costa un viaggio così? Noi abbiamo speso circa 4.080 € in 4 persone per 10 notti, praticamente tutto compreso. Clicca qui per vedere il nostro budget nel dettaglio.
Come organizzare un viaggio on the road in Francia
Quando abbiamo iniziato a pianificare questo itinerario ci siamo posti una domanda: vale davvero la pena noleggiare un’auto? La risposta, dopo aver vissuto questo viaggio, è senza dubbio sì.
Normandia e Bretagna sono regioni che si prestano perfettamente a essere esplorate in automobile. Molti dei luoghi più belli si trovano lontano dalle grandi città e raggiungerli con i mezzi pubblici richiederebbe molto più tempo, oltre a limitare la libertà di fermarsi lungo il percorso.
Durante il viaggio ci è capitato più volte di cambiare programma all’ultimo momento, fare una sosta in un piccolo borgo visto per caso dalla strada o fermarci semplicemente ad ammirare un panorama che ci aveva colpito. Sono proprio questi momenti improvvisati che spesso diventano i ricordi più belli.
Prenotare alloggi e attrazioni in anticipo
Se dovessimo dare un solo consiglio a chi vuole affrontare questo itinerario sarebbe questo: prenotate tutto con largo anticipo.
Noi abbiamo organizzato il viaggio diversi mesi prima, riuscendo a trovare ottime offerte sia per gli alloggi sia per il noleggio dell’auto. Inoltre abbiamo prenotato in anticipo le attrazioni che sapevamo essere più richieste, evitando così code e il rischio di trovare tutto esaurito.
Anche i parcheggi nelle città più trafficate, come Rouen e Rennes, erano già stati pianificati prima della partenza. Una scelta che ci ha fatto risparmiare tempo prezioso e ci ha permesso di iniziare le visite senza stress.
Bollino Crit’Air per l’auto: cosa sapere
Se avete in programma di visitare Parigi o altre grandi città francesi, verificate se è necessario il bollino Crit’Air. Si tratta del certificato ambientale richiesto per circolare in molte Zone a Basse Emissioni (ZFE).
Chi viaggia con la propria auto può richiederlo prima della partenza utilizzando i dati del libretto di circolazione. Nel caso di un’auto a noleggio, invece, la richiesta potrà essere effettuata solo dopo il ritiro del veicolo, quando conoscerete i dati dell’auto assegnata. Al banco della compagnia di noleggio vi verranno fornite tutte le informazioni necessarie per completare la procedura.
Il bollino può essere richiesto esclusivamente sul sito ufficiale del governo francese: https://certificat-air.gouv.fr. Diffidate dei siti non ufficiali, che spesso applicano commissioni molto più elevate.
È una semplice formalità, ma vi permetterà di circolare senza problemi nelle aree in cui il bollino è obbligatorio.
Giorno 1: cosa vedere a Rouen in Normandia
Il volo da Pisa è atterrato a Beauvais a metà mattina, ed è lì che è iniziata la nostra avventura con l’auto a noleggio.
Prima di partire ci siamo presi qualche minuto per controllare la vettura. Abbiamo fotografato ogni lato e verificato il livello del carburante. È un’abitudine che consigliamo sempre quando si noleggia un’auto all’estero. Come racconterò più avanti, si è rivelata provvidenziale.
Impostato il navigatore, è iniziata ufficialmente la nostra avventura. Da Beauvais a Rouen il viaggio dura circa un’ora e mezza. Il percorso attraversa la tranquilla campagna francese, con strade ampie, ben tenute e piacevoli da percorrere.
Rouen è considerata una delle città medievali più belle della Francia, ma non immaginavamo che ci avrebbe colpito così tanto.
Dove parcheggiare a Rouen
Visitare Rouen in auto può intimorire, soprattutto se non si conosce la città. Per questo avevamo deciso di prenotare in anticipo il parcheggio coperto del Mercure Rouen Champ-de-Mars (https://www.onepark.co/it/parkings/3239-parcheggio-hotel-mercure-rouen-champ-de-mars-coperto). È stata una scelta azzeccatissima. Il parcheggio è moderno, facilmente raggiungibile e dista pochi minuti a piedi dal centro storico.
Passeggiare nel centro storico di Rouen
Appena entrati nel centro storico ci siamo trovati circondati da splendide case a graticcio, vicoli acciottolati e piazzette piene di vita. Le caffetterie avevano i tavolini all’aperto e l’atmosfera era davvero accogliente. Rouen trasmette una piacevole sensazione di tranquillità e si visita facilmente a piedi. Ogni angolo sembra raccontare una storia.
È uno di quei posti dove viene spontaneo rallentare il passo, alzare lo sguardo e osservare i dettagli delle facciate.
La Cattedrale di Notre-Dame di Rouen
La nostra visita è iniziata dalla monumentale Cattedrale di Notre-Dame, uno dei capolavori assoluti dell’architettura gotica. La facciata è impressionante e, anche dopo aver visto decine di fotografie, dal vivo lascia davvero senza parole. Entrando si viene accolti da un’atmosfera silenziosa e solenne, resa ancora più suggestiva dalla luce che filtra attraverso le vetrate colorate.
Rue Saint-Romain e le case a graticcio
Usciti dalla cattedrale ci siamo infilati in Rue Saint-Romain, una delle vie più caratteristiche di Rouen. Qui sembra davvero di fare un salto indietro nel Medioevo: le case in legno sono tutte diverse l’una dall’altra. È una strada piena di piccoli negozi, botteghe e scorci che invitano a fermarsi continuamente.
Il Gros-Horloge di Rouen
Pochi minuti dopo siamo arrivati davanti al Gros Horloge: un magnifico orologio astronomico sospeso sopra un arco rinascimentale. Dal vivo è molto più scenografico di quanto immaginassimo. Sotto l’arco passa continuamente gente a piedi, mentre tutto intorno si susseguono negozi, ristoranti e caffetterie.
Place du Vieux-Marché e Giovanna d’Arco
La nostra passeggiata è proseguita fino alla Place du Vieux-Marché. È difficile immaginare che quella piazza così viva e piena di locali sia il luogo dove Giovanna d’Arco venne messa al rogo nel 1431: oggi è uno degli angoli più piacevoli di Rouen.
La nostra pausa da Dame Cakes
Tra una visita e l’altra ci siamo concessi anche una sosta da Dame Cakes, una piccola pasticceria che avevamo segnato già durante l’organizzazione del viaggio. Ogni viaggio dovrebbe avere anche questi piccoli momenti: sedersi qualche minuto, assaggiare un dolce e godersi cinque minuti di tranquillità…
Dove dormire vicino a Rouen
Terminata la visita di Rouen ci siamo rimessi in macchina per raggiungere il nostro primo alloggio, La Bouée, Entre Manche et Seine, a Saint-Nicolas-de-la-Haie (https://www.booking.com/Share-PXbvae). Avevamo scelto un appartamento con cucina perché, durante un viaggio itinerante, poter preparare la cena in autonomia è una comodità enorme. L’alloggio era immerso nella tranquillità della campagna normanna, pulito, spazioso e perfetto per recuperare le energie dopo una giornata intensa.


Giorno 2: Étretat, Honfleur e Caen
Dopo la nostra prima notte in Normandia, ci siamo svegliati con una sensazione che conoscono bene tutti gli amanti dei viaggi on the road: la curiosità di scoprire cosa ci avrebbe riservato la giornata.
La giornata si preannunciava intensa, ma anche una delle più belle dell’intero itinerario.
Dopo circa 45 minuti di auto siamo arrivati a Étretat, probabilmente uno dei luoghi più iconici di tutta la Normandia: avevamo visto fotografie di questo posto centinaia di volte, ma dal vivo l’effetto è completamente diverso.
Le falesie di Étretat e la Falaise d’Aval
Le imponenti falesie si innalzano sul Canale della Manica creando uno dei paesaggi più spettacolari che abbiamo mai visto. La cittadina è piccola, elegante e molto curata. Le case, i ristoranti e le boulangerie si affacciano sul lungomare, mentre sullo sfondo dominano le scogliere che hanno reso Étretat famosa in tutto il mondo.
Il nostro consiglio è semplice: non fermatevi alla spiaggia. La vera bellezza di Étretat si scopre salendo sulla Falaise d’Aval, raggiungibile con una scalinata che parte dal lungomare. La salita richiede un po’ di fiato, ma è alla portata di chiunque abbia un minimo di allenamento e regala una vista spettacolare sulla spiaggia, sul paese e sul celebre arco naturale scolpito dal mare. Le fotografie rendono solo in parte la bellezza del panorama: dal vivo, con il vento dell’oceano e le onde che si infrangono sulle scogliere, l’emozione è completamente diversa.
L’Aiguille
Accanto all’arco naturale si erge l’Aiguille, un gigantesco obelisco di roccia alto oltre 50 metri. Secondo la leggenda avrebbe custodito il tesoro dei re di Francia, un’idea resa celebre anche dai romanzi di Maurice Leblanc, il creatore di Arsenio Lupin.



Visitare i Giardini di Étretat
Terminata la passeggiata siamo entrati nei famosi Giardini di Étretat.
Pensavamo fosse una semplice attrazione secondaria. Invece è stata una delle sorprese più belle della giornata: le siepi perfettamente modellate sembrano onde che si muovono nel vento; tra il verde compaiono enormi sculture, installazioni artistiche e punti panoramici dai quali si gode una vista incredibile sulla costa.
Il giardino dedicato alle emozioni è probabilmente quello che ci ha impressionato di più: grandi volti scolpiti emergono tra le siepi creando un’atmosfera quasi surreale. È un luogo che consigliamo senza alcun dubbio, anche a chi normalmente non ama visitare giardini botanici.
Una curiosità: proprio a Étretat abbiamo visitato anche la casa dedicata ad Arsenio Lupin, il celebre ladro gentiluomo creato da Maurice Leblanc, che secondo la leggenda avrebbe nascosto un tesoro proprio tra queste scogliere. Se conoscete i romanzi di Lupin, la visita vi divertirà parecchio; in caso contrario, si può tranquillamente saltare.


Da Étretat a Honfleur attraversando il Ponte di Normandia
Terminata la visita abbiamo ripreso l’auto in direzione di Honfleur. Il tragitto dura circa un’ora e regala un momento particolare: l’attraversamento del Ponte di Normandia.
È impossibile non rimanere colpiti dalle sue dimensioni: il ponte è un’opera di ingegneria che, da sola, merita il viaggio.
Cosa vedere a Honfleur: il Vieux Bassin
Appena arrivati al Vieux Bassin, il porto antico della città, ci siamo fermati qualche minuto in silenzio: le alte case colorate si riflettono nell’acqua creando uno degli scorci più fotografati della Normandia. Bastano pochi minuti per capire perché Honfleur abbia conquistato tanti pittori: ogni angolo sembra un quadro. Le viuzze sono piene di gallerie d’arte, negozi, ristoranti e piccoli locali che rendono la città viva ma mai caotica. È diventata una delle nostre tappe preferite dell’intero viaggio.


Cosa vedere a Caen
Dopo aver trascorso il pomeriggio tra le vie di Honfleur, siamo risaliti in macchina per raggiungere Caen, ultima tappa della giornata e base ideale per visitare, il mattino seguente, le spiagge dello Sbarco. Il tragitto dura meno di un’ora e, una volta arrivati, abbiamo lasciato i bagagli nel nostro appartamento prima di concederci una passeggiata nel centro storico.
Dopo i borghi della Normandia, Caen ci è sembrata subito diversa: meno romantica di Honfleur e meno scenografica di Étretat, ma comunque piacevole da visitare. Passeggiando tra le sue vie si alternano edifici medievali e costruzioni più moderne, testimonianza della ricostruzione avvenuta dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Il Castello di Caen
Il simbolo della città è il Castello di Caen, una delle più grandi fortezze medievali d’Europa. Anche senza visitare gli edifici interni, consigliamo di entrare per passeggiare lungo le mura e godersi la vista sulla città, soprattutto nelle ore serali quando l’atmosfera è più tranquilla.
Vale la pena visitare Caen?
Se avete poco tempo, una passeggiata nel centro storico e una visita al castello sono sufficienti per scoprire l’anima della città. Per noi è stata soprattutto una comoda base per esplorare le spiagge dello Sbarco, ma è comunque una tappa piacevole da inserire nell’itinerario.
Giorno 3: spiagge dello Sbarco in Normandia e Bayeux
Il terzo giorno del nostro viaggio è stato completamente diverso dai precedenti. Ci aspettava una giornata molto più intensa dal punto di vista emotivo, dedicata alle spiagge dello Sbarco in Normandia.
Chiunque abbia studiato la Seconda Guerra Mondiale conosce almeno in parte ciò che accadde il 6 giugno 1944, il celebre D-Day, quando migliaia di soldati alleati sbarcarono sulle coste della Normandia dando inizio alla liberazione dell’Europa occidentale dall’occupazione nazista. Essere lì, però, è tutta un’altra cosa.
Omaha Beach
La nostra prima fermata è stata Omaha Beach, probabilmente la più famosa tra le cinque spiagge dello Sbarco. Appena arrivati siamo rimasti colpiti dalle sue dimensioni: una distesa infinita di sabbia dorata, un mare apparentemente tranquillo e un silenzio quasi irreale.
È difficile immaginare che proprio qui, nelle prime ore del 6 giugno 1944, migliaia di giovani soldati abbiano affrontato uno degli sbarchi più sanguinosi della storia. Oggi la spiaggia trasmette pace e forse è proprio questo contrasto a renderla ancora più toccante.



Normandy American Cemetery
Pochi minuti di auto separano Omaha Beach dal Cimitero Americano di Colleville-sur-Mer: è uno di quei luoghi che lasciano il segno.
Entrando si viene accolti da un prato perfettamente curato che si affaccia sul mare. Davanti agli occhi compaiono migliaia di croci bianche perfettamente allineate. Sono oltre novemila, disposte una accanto all’altra, e ciascuna rappresenta una vita spezzata. Camminare tra quelle file ordinate è un’esperienza difficile da descrivere e non servono molte parole. Anche la nostra bimba, normalmente piena di energia, sembrava aver percepito l’importanza del luogo e aveva abbassato spontaneamente la voce. È uno dei momenti più intensi che abbiamo vissuto durante tutto il viaggio.
Pointe du Hoc
La tappa successiva è stata Pointe du Hoc, una spettacolare scogliera alta circa trenta metri che durante lo Sbarco rappresentava una posizione strategica dell’esercito tedesco. Ancora oggi il terreno è disseminato di enormi crateri provocati dai bombardamenti; camminando tra bunker, postazioni militari e fortificazioni si ha davvero la sensazione che il tempo si sia fermato.



Cosa vedere a Bayeux
Se c’è un luogo che ci ha sorpresi, quello è stato Bayeux. Il centro storico è elegante, raccolto e ricco di edifici medievali perfettamente conservati e passeggiando tra le sue strade sembra quasi di trovarsi in un piccolo borgo uscito da un film. Le case in pietra, i negozietti, le pasticcerie e le terrazze dei caffè creano un’atmosfera davvero piacevole.
Naturalmente Bayeux è famosa soprattutto per il suo celebre Arazzo, lungo quasi settanta metri, che racconta la conquista normanna dell’Inghilterra da parte di Guglielmo il Conquistatore.


Dove dormire vicino a Mont Saint-Michel
Terminata la visita di Bayeux, ci siamo rimessi in viaggio verso il nostro alloggio Studio Gypsy (https://www.gites-de-france.com/fr/normandie/manche/studio-gypsy-50g1126). Avevamo deciso di dormire nei pressi di Mont Saint-Michel, così da poter raggiungere l’abbazia la mattina seguente senza fretta.
È stata una scelta che si è rivelata davvero azzeccata perché ridurre gli spostamenti del mattino ci ha permesso di dedicarci completamente alla visita di uno dei luoghi più iconici della Francia. L’alloggio era semplice, tranquillo e perfetto come punto d’appoggio per la notte.
Giorno 4: Mont Saint-Michel e Costa di Granito Rosa
Il 15 agosto, giorno di Ferragosto, lo abbiamo dedicato a due delle tappe più attese del viaggio: Mont Saint–Michel e la Costa di Granito Rosa.
La strada che conduce al parcheggio per la visita di Mont Saint-Michel regala un’emozione particolare: a ogni chilometro percorso l’abbazia diventa sempre più grande, fino a dominare completamente il paesaggio. Anche dopo aver visto mille fotografie, il primo impatto dal vivo è incredibile.
Come raggiungere Mont Saint-Michel
Per raggiungere l’isola, l’auto va lasciata nell’enorme parcheggio situato prima del ponte: da qui partono le navette gratuite che collegano il parcheggio all’ingresso dell’isola in pochi minuti. Chi preferisce può anche percorrere il lungo ponte pedonale a piedi: per l’andata noi abbiamo scelto questa seconda opzione.
La passeggiata dura circa 35-40 minuti, è completamente pianeggiante e permette di osservare Mont Saint-Michel da prospettive sempre diverse: più ci si avvicina, più ci si rende conto della grandiosità dell’opera.
Visitare il borgo di Mont Saint-Michel
Superata la porta d’ingresso ci siamo ritrovati all’interno di un piccolo mondo medievale: le stradine sono strette, lastricate in pietra e costeggiate da antiche abitazioni trasformate in negozi, ristoranti e piccole botteghe.
Nonostante sia una delle attrazioni più visitate della Francia, Mont Saint-Michel conserva un fascino incredibile. Ogni vicolo nasconde scorci meravigliosi, piccole scalinate e terrazze panoramiche da cui osservare la baia.
Il percorso che conduce all’abbazia è interamente in salita e presenta parecchi gradini, ma la fatica viene ripagata da panorami sempre più belli. Lungo il tragitto ci siamo fermati più volte per osservare la baia dall’alto. Con la bassa marea, il paesaggio cambia completamente e sembra quasi infinito. Capire perché questo luogo sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO è davvero semplice.
Visitare l’Abbazia di Mont Saint-Michel
Arrivati in cima, ci siamo finalmente trovati davanti all’Abbazia. L’edificio è immenso: passeggiare tra chiostri, sale medievali e terrazze panoramiche permette di capire quanto fosse straordinaria questa costruzione già molti secoli fa. Il chiostro è silenzioso, elegante e perfettamente conservato. Trasmette una sensazione di pace difficile da descrivere.
Dalle terrazze dell’abbazia si gode una splendida vista sulla baia e sulle maree che rendono questo luogo famoso in tutto il mondo.
Biglietti per l’Abbazia di Mont Saint-Michel
Acquistare i biglietti online sul sito ufficiale abbaye-montsaintmichel.fr in anticipo evita code inutili e permette di ottimizzare i tempi. Soprattutto, in un giorno affollato come il 15 agosto, se potete, arrivate il prima possibile.
Noi siamo entrati quando il flusso dei visitatori era ancora limitato e abbiamo potuto visitare gran parte dell’isola con calma; verso la tarda mattinata le vie iniziano a riempirsi rapidamente e l’esperienza cambia completamente.
Al ritorno, complice la stanchezza, abbiamo preso la navetta gratuita per tornare al parcheggio.


Da Mont Saint-Michel alla Costa di Granito Rosa
È arrivato il momento di lasciare la Normandia. La destinazione successiva era la Costa di Granito Rosa, una delle zone naturali più spettacolari della Bretagna. Il viaggio è piuttosto lungo, ma scorre piacevolmente tra campagne e paesaggi che cambiano lentamente.
Il sentiero costiero di Ploumanac’h
Quando finalmente siamo arrivati a Ploumanac’h, abbiamo capito subito di essere davanti a qualcosa di speciale. Avevamo letto che era uno dei paesaggi naturali più belli della Bretagna, ma non immaginavamo che ci avrebbe colpito così tanto: le enormi rocce di granito, modellate dal vento e dal mare nel corso di milioni di anni, assumono forme davvero incredibili. Il sentiero costiero è semplice da percorrere e regala continuamente nuovi panorami. Il colore rosato delle rocce, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio, crea un contrasto magnifico con il blu intenso dell’oceano.


Dove dormire vicino alla Costa di Granito Rosa
Terminata la visita abbiamo raggiunto il nostro alloggio a Langourla, un piccolo paese immerso nella tranquillità della campagna.
Avevamo prenotato La Vieille Boulangerie (https://www.booking.com/hotel/fr/la-vieille-boulangerie-langourla.it.html), una struttura accogliente con colazione inclusa. Era possibile cenare direttamente nell’alloggio oppure in un locale a pochi minuti a piedi. Abbiamo scelto la seconda soluzione perché il menù fisso proposto dalla struttura non incontrava i gusti delle nostre figlie.
È stata una giornata lunga e ricca di chilometri, ma anche una delle più spettacolari dell’intero itinerario. Siamo passati da uno dei monumenti più famosi del mondo a uno dei paesaggi naturali più sorprendenti della Bretagna: due luoghi completamente diversi, ma entrambi capaci di lasciare un ricordo indelebile.


Giorno 5: Rennes, Angers e Tours
Dopo quattro giorni trascorsi tra scogliere spettacolari, abbazie medievali e paesaggi costieri, era arrivato il momento di cambiare completamente scenario. Ci aspettavano tre città molto diverse tra loro: Rennes, vivace capitale della Bretagna, Angers, dominata da un imponente castello medievale e infine Tours, porta d’ingresso alla Valle della Loira. Sapevamo che sarebbe stata una giornata con molti chilometri.
Visitare Rennes: la nostra esperienza
Se dobbiamo essere onesti fino in fondo, Rennes è stata forse la delusione più grande di tutta la vacanza. Ce l’aspettavamo vivace e affascinante, ma l’abbiamo trovata sporca, caotica e non ci ha emozionato più di tanto. Capita, in un viaggio così lungo, che qualche tappa non incontri i propri gusti.
Cosa vedere ad Angers
Molto meglio è andata ad Angers, con il suo scenografico castello dalle mura bianche e ardesia nera. È una fortezza imponente, costruita per difendere la città, ma al tempo stesso elegante e perfettamente inserita nel contesto urbano; noi ci siamo limitati a visitare gli spazi esterni, passeggiando lungo le mura e ammirando i giardini.
Anche il centro di Angers ci ha piacevolmente sorpresi: le strade sono curate, ricche di negozi e locali, ma mai caotiche. L’impressione è stata decisamente positiva. È una città che visiteremmo volentieri con maggiore calma.



Cosa vedere e dove dormire a Tours
Nel tardo pomeriggio siamo arrivati finalmente a Tours, considerata la capitale della Valle della Loira.
L’atmosfera cambia ancora una volta: Tours è elegante, vivace e molto accogliente. Il centro storico è ricco di locali, ristoranti e piazze dove la gente si ritrova fino a tarda sera.
Per questa tappa avevamo prenotato l’ibis Budget Tours Centre Gare et Congrès, una soluzione semplice ma molto comoda per visitare la città e partire il mattino successivo alla scoperta dei Castelli della Loira; la posizione si è rivelata ottima e il rapporto qualità-prezzo davvero interessante.
Giorno 6: Amboise, Clos Lucé e Castello di Chenonceau
Dopo aver attraversato la Normandia e la Bretagna, era finalmente arrivato il momento di esplorare la Valle della Loira, famosa in tutto il mondo per i suoi castelli rinascimentali, i paesaggi rilassanti e i suoi vigneti. Avevamo in programma tre tappe: Amboise; Clos Lucé, ultima dimora di Leonardo da Vinci; il magnifico Castello di Chenonceau, uno dei simboli della Francia.
Visitare Amboise e il suo castello
Dopo circa trenta minuti di auto siamo arrivati ad Amboise, un piccolo gioiello affacciato sulla Loira. Il centro storico è raccolto, curato e ricco di negozietti, caffetterie e ristoranti. Passeggiando tra le sue vie si respira un’atmosfera rilassata, molto diversa da quella delle grandi città francesi. Il castello domina il paese dall’alto e accompagna ogni passo con la sua imponente presenza. Dopo aver passeggiato per le vie del paesino, abbiamo visitato il castello e i suoi splendidi giardini.

Clos Lucé: la casa di Leonardo da Vinci
Clos Lucé è la dimora in cui Leonardo da Vinci trascorse gli ultimi tre anni della sua vita. Sapere che proprio lì Leonardo progettò alcune delle sue ultime invenzioni rende l’esperienza davvero emozionante. La casa è arredata con grande cura e permette di immaginare la vita quotidiana del genio italiano. Le stanze sono raccolte, luminose e conservano un’atmosfera intima. Ma la vera sorpresa arriva all’esterno: il grande parco che circonda il castello è molto più di un semplice giardino. Passeggiando tra alberi secolari e piccoli corsi d’acqua si incontrano ricostruzioni a grandezza naturale di alcune delle macchine progettate da Leonardo: ovviamente ci siamo divertiti a provarle e osservarle. È una visita coinvolgente anche per i bambini e i ragazzi, che possono scoprire Leonardo in modo molto più interattivo rispetto a un museo tradizionale.
Se viaggiate con bambini, mettete in conto almeno due ore: i giardini sono così belli e ricchi di attività che difficilmente riuscirete ad andarvene in fretta. Potrete anche pranzare seduti su una delle numerose panchine.
Dopo Clos Lucé siamo ripartiti verso quello che, secondo molti, è il castello più bello dell’intera Valle della Loira: il tragitto dura circa venti minuti.
Già lungo la strada si attraversano boschi, vigneti e piccoli villaggi che sembrano usciti da una cartolina.



Visitare il Castello di Chenonceau
Il Castello di Chenonceau appare all’improvviso tra gli alberi, elegante e costruito direttamente sopra il fiume. È proprio questa caratteristica a renderlo unico al mondo.
Le sue grandi arcate riflettono nell’acqua creando un’immagine che sembra dipinta.
Anche l’interno del castello merita assolutamente la visita: le sale sono arredate con mobili d’epoca, enormi camini, arazzi e splendide composizioni floreali fresche che vengono sostituite ogni giorno. Una delle stanze che ci ha entusiasmati maggiormente è stata la lunga galleria costruita sopra il fiume: camminare lì dentro, sapendo che sotto scorre il fiume, è un’esperienza davvero particolare.
Se gli interni sono spettacolari, i giardini non sono da meno: perfettamente curati, ricchi di fiori e con splendide viste sul castello, invitano a godersi il panorama.


Dove dormire vicino a Chartres
Nel tardo pomeriggio abbiamo lasciato la Valle della Loira per raggiungere Chartres, dove avremmo trascorso la notte in vista della visita a Giverny prevista per il giorno successivo.
Per questa tappa avevamo scelto il B&B HOTEL Chartres Océane (https://www.booking.com/Share-E6HCyYF), una struttura moderna, comoda e perfetta come punto d’appoggio prima di raggiungere Giverny: camere pulite, parcheggio comodo e un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Dove acquistare i biglietti per i Castelli della Loira
💡 Dove acquistare i biglietti: per Amboise e Clos Lucé conviene il biglietto combinato sul sito ufficiale chateau-amboise.com (che rimanda anche al Clos Lucé), oppure direttamente su vinci-closluce.com per il solo Clos Lucé. Per Chenonceau, i biglietti ufficiali si trovano su chenonceau.com o tramite la biglietteria dell’Office de Tourisme autourdechenonceaux.fr, che propone anche pass cumulativi per più castelli della Loira a prezzo scontato — una soluzione comoda se, come noi, avete in programma di visitarne più di uno nella stessa giornata.
Giorno 7: Giverny e trasferimento verso Parigi
Arrivati a Giverny, sulle orme di Claude Monet, dobbiamo ammettere che le nostre aspettative, alimentate da anni di fotografie e racconti, erano piuttosto alte. Il risultato è stato un po’ sotto le attese: carina, senza dubbio, ma senza quell’effetto wow che ci saremmo aspettati. Probabilmente ha influito il fatto che c’era davvero tantissima gente e abbiamo dovuto visitare i giardini e gli interni un po’ di fretta.
Dove acquistare i biglietti per Giverny
💡 I biglietti per Giverny si acquistano sul sito claude-monet-giverny.tickeasy.com: la prenotazione online è fortemente consigliata, perché una volta esaurita la quota di biglietti giornalieri online si rischia una lunga attesa in loco.


Dove dormire tra Parigi e Disneyland Paris
Terminata la visita abbiamo ripreso l’auto: la destinazione finale della giornata era Torcy, dove avevamo prenotato l’hotel che ci avrebbe ospitato durante le giornate dedicate a Parigi e Disneyland Paris.
Dopo diversi giorni trascorsi tra piccoli paesi e campagne tranquille, ritrovarsi nelle grandi arterie dell’Île-de-France ha rappresentato un cambiamento piuttosto netto: fortunatamente avevamo scelto di soggiornare a Torcy, una soluzione strategica.
Da qui, infatti, è possibile raggiungere facilmente sia Disneyland Paris sia il centro di Parigi utilizzando i mezzi pubblici, evitando il traffico cittadino e i costosi parcheggi della capitale.
Per le ultime quattro notti del viaggio avevamo scelto il Kyriad Marne-la-Vallée Torcy, una struttura situata a pochi passi dalla stazione della RER: è stata probabilmente una delle scelte migliori dell’intero itinerario. La posizione è davvero comoda; in pochi minuti si raggiunge Disneyland Paris e, con la stessa linea ferroviaria, anche il centro di Parigi in circa 40 minuti.
L’hotel offre camere spaziose, un’ottima colazione e numerosi ristoranti nelle immediate vicinanze. Per chi desidera visitare entrambe le destinazioni senza spostare continuamente i bagagli, lo consigliamo assolutamente.
Giorno 8: cosa vedere a Parigi in un giorno
Era la nostra quarta volta a Parigi, eppure riesce sempre a conquistarci. I suoi palazzi, l’atmosfera romantica e vivace e i profumi dei locali tipici rendono ogni visita speciale.
Il nostro itinerario a piedi per Parigi
Avendola già visitata molte volte in modo approfondito, con musei e ingressi vari, questa volta ci siamo concessi solo una giornata, senza musei, dedicata semplicemente a rivivere il suo fascino prima di concludere la vacanza a Disneyland Paris per le nostre figlie.
C’è un ricordo che ci lega in modo particolare a Notre-Dame. Nel 2019 eravamo proprio a Parigi il giorno del terribile incendio che colpì la cattedrale e assistemmo dal vivo a quelle scene che ci lasciarono un’amarezza indescrivibile. Tornarci oggi e vederla rinata, restaurata, più bella che mai, ci ha resi felicissimi e ci ha emozionato ancora di più rispetto a una visita “normale”. A volte i luoghi portano con sé anche la storia personale di chi li visita, non solo quella dei libri.
Per pranzo ci siamo fermati in un localino del Quartiere Latino, dove abbiamo gustato una fonduta di carne e una di formaggi, entrambe davvero buonissime.
La nostra bimba più piccola voleva assolutamente andare alla panetteria resa famosa da Ladybug: foto di rito davanti alla vetrina, ma va detto con sincerità che non è nulla di particolare. Se avete figli che insistono per andarci, accontentateli pure, ma senza aspettarvi una brioche eccezionale o chissà cosa. Non poteva mancare la visita alla Tour Eiffel ovviamente: sempre magica e romantica.
Molto apprezzata dalle nostre figlie anche la visita alle Galeries Lafayette, che ha chiuso in bellezza la nostra giornata parigina con l’acquisto di qualche ricordino.



Giorni 9 e 10: visitare Disneyland Paris
Gli ultimi due giorni del viaggio li abbiamo dedicati interamente a Disneyland Paris. Anche se per noi era la terza visita, questo parco continua a conservare tutta la sua magia. Ci siamo tornati soprattutto per realizzare il sogno della nostra bimba di 6 anni, ma ci siamo divertiti tantissimo anche noi adulti.
La nostra esperienza a Disneyland Paris
Tra nuove attrazioni, spettacoli e incontri con i personaggi Disney, le giornate sono volate. Lo spettacolo serale è stato uno dei momenti più emozionanti: musica, giochi di luce, fuochi d’artificio e proiezioni hanno regalato un finale davvero suggestivo, mentre la nostra bimba non vedeva l’ora di incontrare principesse e personaggi Disney per raccogliere qualche autografo.
Nonostante fosse pieno agosto, abbiamo trovato code più contenute del previsto. Il primo giorno il cielo è rimasto nuvoloso, rendendo la visita ancora più piacevole; il secondo, invece, è stato soleggiato ma con temperature comunque gradevoli.
Le attese più lunghe le abbiamo trovate a Ratatouille e Peter Pan, mentre per la maggior parte delle attrazioni non abbiamo superato i 25-30 minuti.



Quanti giorni servono per visitare Disneyland Paris?
Molti ci hanno chiesto se valga davvero la pena dedicare due giornate a Disneyland Paris e la nostra risposta è semplice: sì, senza alcun dubbio. Il parco è enorme e cercare di visitarlo in un solo giorno significa inevitabilmente dover rinunciare a molte attrazioni.
Volevamo salire sulle attrazioni senza la continua sensazione di dover correre, assistere agli spettacoli, passeggiare tra le aree tematiche e concederci qualche momento per osservare la felicità negli occhi delle nostre figlie.
Dove acquistare biglietti e pacchetti per Disneyland Paris
💡 Se preferite dormire in uno degli hotel a tema del resort, oppure acquistare i biglietti del parco o un pacchetto hotel più ingresso, potete consultare il sito ufficiale di Disneyland Paris: disneylandparis.com.
Giorno 11: rientro e problemi con il noleggio auto
L’ultimo giorno siamo ripartiti verso l’aeroporto di Beauvais, ma non possiamo concludere questo racconto senza parlare della nostra esperienza con il noleggio dell’auto.
La nostra esperienza con il noleggio Thrifty
Purtroppo con Thrifty abbiamo avuto diversi inconvenienti fin dai primi giorni di viaggio: prima una spia dell’olio che ci ha costretti a fermarci da un meccanico e, successivamente, un piccolo danno causato da ignoti mentre l’auto era parcheggiata a Giverny. In entrambe le occasioni l’assistenza della compagnia si è rivelata poco efficace.
Per fortuna avevamo prenotato tramite AutoEurope, che ci ha seguito passo dopo passo, aiutandoci a gestire tutta la pratica fino al rimborso delle spese sostenute.
Consigli per il noleggio auto
Il nostro consiglio è quindi di scegliere con attenzione sia la compagnia di noleggio sia il broker attraverso cui prenotate. Spendere qualche euro in più può fare davvero la differenza quando si verifica un imprevisto.
Quanto abbiamo speso per 11 giorni tra Normandia, Bretagna, Castelli della Loira e Parigi?
Una delle domande che ci viene fatta più spesso riguarda il budget necessario per organizzare un viaggio simile.
Per il nostro tour dal 12 al 22 agosto, in piena alta stagione, abbiamo speso complessivamente circa 4.080 € in 4 persone: 2 adulti, una ragazza di 14 anni e una bambina di 5 anni.
La cifra comprende praticamente tutto il viaggio: voli, pernottamenti, auto a noleggio, parcheggi, ingressi alle principali attrazioni, due giornate a Disneyland Paris e circa 500 € tra pasti, benzina, pedaggi e souvenir vari.
In pratica, il viaggio ci è costato circa 1.020 € a persona, poco più di 100 € al giorno a persona.
Considerando che abbiamo viaggiato nel mese di agosto, cambiato spesso alloggio e visitato alcune delle attrazioni più famose della Francia, riteniamo di essere riusciti a mantenere un budget piuttosto contenuto, soprattutto grazie alla prenotazione con largo anticipo di voli, alloggi, auto e ingressi.
Le nostre impressioni sull’itinerario
Nonostante gli imprevisti, questa è stata una delle vacanze più belle che abbiamo fatto. Alcuni luoghi ci sono rimasti nel cuore, mentre altri, con il senno di poi, avremmo potuto tranquillamente evitarli.
È stata anche la prima vacanza senza nostro figlio maggiore. Questo è stato l’unico aspetto davvero triste del viaggio. Quando i figli crescono e iniziano a non seguirti più, rimane sempre un po’ di malinconia, anche durante il classico rito delle fotografie di gruppo.
Speriamo che il racconto del nostro viaggio possa esservi utile per organizzare il vostro itinerario oppure, semplicemente, per farvi sognare qualche minuto.
Avete domande o curiosità? Avete già visitato Normandia, Bretagna, Valle della Loira o Disneyland Paris?
Scriveteci: ci farà davvero piacere leggere la vostra esperienza.
In fondo, ogni viaggio è unico. Il bello è proprio condividerlo con chi ha la nostra stessa voglia di scoprire il mondo.
